Allarme rosacea: corri ai ripari

Allarme rosacea: corri ai ripari

La rosacea è un’antipatica patologia della pelle che attribuisce al viso un tipico aspetto arrossato; colpisce soprattutto le donne. Perché si manifesta e come intervenire?

 

Il 20% della popolazione compresa tra i 30 e i 60 anni ne è affetta ed è difficile guarirne in modo definitivo: l’acne rosacea, o più semplicemente rosacea, è una malattia infiammatoria della pelle e colpisce prevalentemente guance, naso e fronte.

Emerge in forma di arrossamenti caratterizzati da papule, pustole e capillari, detti clinicamente teleangectasie, che ispessiscono i tessuti e diventano particolarmente evidenti nella zona del naso: in chi soffre di rosacea esso si presenta piuttosto gonfio e, nei casi più severi, deforme.

In quanto cronica, la rosacea rientra nella categoria delle dermatosi. A volte assume aspetto acneico, ma si differenzia dall’acne per l’età di insorgenza - non puberale - e per l’assenza di comedoni. I soggetti più predisposti sono di mezza età, con carnagione chiara, secca e a grana fine, e capelli chiari; le donne sono più colpite rispetto agli uomini.

Perché la rosacea?

I motivi della comparsa della rosacea sono sconosciuti: nessuna delle ipotesi è stata a oggi confermata scientificamente. L’unica certezza è l’origine vascolare, di fragilità capillare, della pelle, dal momento che i primi disturbi della rosacea sono i flush, rossori cutanei transitori associati a sensazioni di bruciore e calore, le prime lesioni i capillari e sono presenti edemi dermici. Chi ne è affetto accusa inoltre repentini sbalzi termici e frequenti emicranie, ulteriori sintomi di un malfunzionamento dei vasi sanguigni.

Su questa condizione di base influiscono sia fattori genetici sia cause ambientali. Sono considerati determinanti gli stress emotivi, abusi o disordini alimentari (gastriti, coliti, cattiva digestione, alimentazione molto piccante, eccesso di alcolici). A questi si accompagna l’azione degli agenti atmosferici: brusche variazioni termiche, le radiazioni solari, vento e umidità, quando eccessivi, possono aggravare la situazione. Non è un caso che la rosacea colpisca più di frequente chi trascorre molto tempo all’aria aperta per lavoro, come contadini o sportivi, o chi è esposto in modo prolungato a elevate temperature (cuochi, fonditori).

Come reagire alla rosacea

Purtroppo è difficile liberarsi in modo definitivo della rosacea. In alcuni casi scompare per mesi, addirittura anni, per poi ricomparire all’improvviso. Chi è predisposto può seguire alcune indicazioni per tenerla lontana o bloccarne il peggioramento.

È fondamentale evitare gli sbalzi di umidità e certi eventi emotivi, perché facilitano le alterazioni vascolari che portano la formazione delle teleangectasie: va da sé che è meglio limitare l’esposizione al sole, in particolare nelle ore più calde, e mantenere sempre una certa distanza di sicurezza dalle fonti di calore come camini, stufe e forni elettrici. Parlando di alimentazione, invece, l’ideale è bandire i cibi piccanti e le spezie e abolire drasticamente gli alcolici. Non meno importante è la scelta di cosmetici formulati per proteggere le pelli sensibili e studiati espressamente per le pelli con rosacea.

 

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Se soffri di rosacea, dopo un bagno in mare o in piscina sciacquati immediatamente: il cloro e il sale che si sono depositati acuiscono l’infiammazione e il rossore cutaneo. Piccolo accorgimento per gli uomini è radersi con un rasoio elettrico piuttosto che con una lametta, meno irritante sulla pelle.

Per le donne, invece, può essere d’aiuto l’utilizzo di un dermocosmetico che abbia contemporaneamente azione coprente, antiinfiammatoria e idratante.

La rosacea ha decorso polifasico: ha 4 stadi evolutivi, il cui ordine però non è stabile. Il primo è lo stadio dei flush; la pelle del viso presenta arrossamenti, in particolare dopo i pasti o in seguito a piccioli traumi emotivi o mutamenti climatici rapidi. Questa fase può rimanere tale anche per molti anni prima di evolvere in quella successiva. Il secondo è detto stadio della couperose: è caratterizzato da eritema facciale permanente e capillari.


La terza fase è chiamata della rosacea papulo pustolosa: all’eritema si aggiungono bolle e gonfiori. L’ultimo stadio, per lo più raggiunto solo dal sesso maschile, vede l’evoluzione delle pustole in noduli e placche. Curioso è che la maggior parte delle persone creda che la couperose sia una patologia cutanea differente, non un momento caratterizzante dell’intero ciclo rosaceo: per approfondire sulla couperose leggi l’intervista dermatologica.

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