S.O.S. Psoriasi

S.O.S. Psoriasi

Hai mai sentito parlare di psoriasi? È una forma di dermatite cronica tra le più comuni al mondo. Scopri di più.

 

Milioni di persone ne sono affette e il primo sintomo è la comparsa di chiazze eritematose, accompagnate da sensazione di bruciore e prurito. Stiamo parlando di psoriasi, malattia infiammatoria della pelle, non infettiva ma di natura cronica: chi ne soffre dovrà conviverci tutta la vita, e alternerà momenti più critici ad altri in cui la patologia non si manifesterà affatto.

L’80% dei casi di psoriasi riporta forme lievi, ma alcune varianti si presentano con una certa severità. La psoriasi può colpire a qualsiasi età, ma viene diagnosticata più frequentemente tra i 20 e i 30 anni e nei bambini sotto i 10. Non vi è distinzione fra i due sessi: uomini e donne ne sono colpiti in ugual misura.

Come si manifesta?

I sintomi iniziali sono pelle ispessita e aree arrossate e infiammate. Le macchie della pelle, talvolta pruriginose, hanno un colore che varia da rosa a rosso, con un netto margine di demarcazione. Con il progredire della malattia, si sviluppano squame argentee; non è insolita la comparsa di lesioni pustolose. Le zone del corpo maggiormente interessate sono il cuoio capelluto, i gomiti, le ginocchia, la zona dell’ombelico e quella sacrale. In alcuni soggetti, la psoriasi si manifesta con nuove lesioni laddove c’era un trauma, come tatuaggi e bruciature, o un’infezione. Quest’ultimo caso è chiamato fenomeno di Koebner.

Eziologia

Cosa provochi la psoriasi è ancora da definire. Innegabile è il fattore ereditario: il 36% degli affetti ha uno o più parenti in famiglia con dermatiti o sintomi simili. Alcuni individui sviluppano questo disturbo dopo un’infezione causata da batteri o virus, soprattutto quelle da streptococco. Anche stili di vita irregolari, caratterizzati da abuso di alcool e tabacco e consumo limitato di frutta e verdura, predispongono alla psoriasi. La scienza assicura che esistono altre ragioni, ancora tutte da verificare. Quel che è certo è il meccanismo scatenante l’infiammazione: le cellule epiteliali muoiono più rapidamente del normale e non rispettano i naturali processi di maturazione.

La terapia prevede il trattamento con farmaci come creme cheratolitiche, le più utilizzate per affrontare i disturbi causati dalla psoriasi. Ma anche prodotti a base di vitamina D sono molto efficaci. La fototerapia resta, però, la terapia migliore per i casi più gravi. Approfondisci le cure per la psoriasi.

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Dimagrire aiuta ad alleviare la psoriasi. Proprio così: perdere i chili di troppo ne riduce i sintomi e aumenta l’efficacia delle cure. Lo rivela una ricerca condotta in Italia, presentata al congresso della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMAST).

Pare infatti che tutto dipenda dal grasso, soprattutto quello addominale, in quanto alimenta i mediatori che favoriscono la comparsa e il perdurare dell'infiammazione psoriasica. Riducendolo, i sintomi regrediscono e l'organismo è più ricettivo ai farmaci.

A scatenare la psoriasi sono i cheratinociti, cellule epiteliali il cui stato di maturazione origina gli strati epidermici. In una pelle sana, il normale ciclo di sviluppo, maturazione e desquamazione dei cheratinociti ha una durata di circa 26 giorni. In una cute con psoriasi, i cheratinociti si dividono quasi 9 volte più rapidamente, con conseguente alterazione del normale turnover:

Il ricambio infatti si riduce a soli 4 giorni. Questo fa sì che i cheratinociti maturi si portino verso la superficie cutanea accumulandosi e producendo le caratteristiche squame, con la conseguente alterazione della distribuzione dei 5 strati.

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