Cambio di stagione: preparati al freddo e combatti la secchezza

Cambio di stagione: preparati al freddo e combatti la secchezza

Il mutamento climatico, gli agenti atmosferici e il cambiamento di ritmi possono danneggiare e aggredire la pelle. Leggi i consigli dell’esperto per affrontare l’arrivo del clima rigido.

Da cosa dipende l’elevata inclinazione alla disidratazione ed alla secchezza da parte della pelle in questa stagione?
Vi è un insieme di fattori che concorrono a favorire la riduzione dell'idratazione cutanea. Prima di tutto il sole accumulato durante la stagione estiva, che lascia per diversi mesi la pelle stressata e meno capace di adeguarsi ai cambiamenti ambientali, molto frequenti in questa stagione. Da un punto di vista causale, il primo elemento responsabile dell’inclinazione autunnale e invernale alla secchezza è naturalmente il freddo: in particolar modo in presenza di vento, umidità e improvvise variazioni, così come gli sbalzi di temperatura tra esterno e interno. Questi ultimi, in particolare, costituiscono un enorme stress per l’idratazione cutanea; inoltre nei soggetti predisposti possono provocare arrossamenti per iperattività vasomotoria e peggiorare condizioni come la couperose. Specialmente chi vive in città espone la propria pelle, in particolare quella del volto, all’inquinamento dell’aria. Durante i mesi freddi l'atmosfera si carica maggiormente di particelle potenzialmente dannose che vanno a depositarsi soprattutto sullo strato superficiale della pelle, indebolendo i sistemi di protezione naturale quali il film idrolipidico e lo strato corneo, il più superficiale dell’epidermide, maggiormente coinvolto nei meccanismi di difesa dell’idratazione. Tali fattori ambientali si affiancano ad altri di natura intrinseca: in particolare, con il cambio di clima, la pelle rallenta fisiologicamente i cicli vitali, si rinnova più lentamente e appare più secca.

È corretto affermare che il freddo, aggredendo l’epidermide e seccandola, favorisce la formazione di linee e rughe?Certamente: ciò è legato al cosiddetto NMF, acronimo di natural moisturizing factor, “fattore di idratazione naturale”, prodotto a livello dello strato corneo da un insieme di sostanze tra cui aminoacidi, zuccheri (mucoppolissaccaridi), sali minerali, acido lattico e urea, prodotti dalla sudorazione. Tale fattore svolge un ruolo molto importante per il mantenimento dell’idratazione della cute, tanto che una sua carenza implica una perdita idrica da parte dello strato corneo intorno al 25% - anche se questa capacità diminuisce con l’abbassamento delle temperature.
L’efficacia del NMF richiede una componente lipidica in buona parte composta da una sostanza, la ceramide, che grazie a un particolare legame detto “ammidico” trattiene l’acqua, impedendo quindi che la nostra cute si secchi. Purtroppo, però, il freddo ostacola la proliferazione delle cellule costituenti la ceramide: quantitativamente questa sostanza viene presto a ridursi o addirittura a mancare. La pelle risulta così facilmente soggetta a secchezza associata a sensazione di tensione; rughe fini e profonde aumentano significativamente, dando luogo a un circolo vizioso in cui la secchezza ne favorisce la comparsa. Inoltre la pelle è più predisposta a opacità, in quanto subisce una maggior perdita di liquidi; d'altro canto, un’epidermide invecchiata è per definizione più sottile e meno compatta, quindi maggiormente predisposta a seccarsi e screpolarsi.

Come preparare la pelle al freddo e assicurarle un’adeguata protezione per evitare preventivamente che si disidrati e si secchi?
È consigliabile in iniziare dalle misure ambientali: in case molto riscaldate e secche, bisogna considerare l'impiego, almeno in camera da letto, di un deumidificatore. Bere abbondantemente è sempre importante, ma lo è ancor di più se si trascorre buona parte della giornata in ambienti secchi; rispettare una dieta sana ricca di cereali, verdure e frutta di stagione può inoltre aiutare a evitare di ricorrere a integrazioni alimentari. È importante comprendere come solo un approccio ampio e diversificato possa rispondere all’esigenza di prevenzione della disidratazione e secchezza. Come ogni routine di cura della pelle dovrebbe prevedere, è bene partire dalla detersione, che rimane il presupposto di una cute sana. Per il corpo è opportuno scegliere prodotti oleosi ricchi in lipidi, in grado di proteggere dalla disidratazione supportando il tenore lipidico e rispettando le difese naturali della pelle. La detersione del viso è ancora più importante perché è l'unico strumento per allontanare le impurità presenti nell'ambiente: in questo caso è necessario agire in maniera combinata usando un detergente che rispetti il naturale equilibrio cutaneo e minimizzando la perdita di fattori d’idratazione associandovi sempre l’impiego di un tonico riequilibrante - per sostenere e mantenere il naturale e delicato stato idrolipidico. Dopo la detersione è poi indispensabile l'uso di creme che proteggano e sostengano l'idratazione cutanea. Nei soggetti più giovani e con cute normale, sarà sufficiente un’idratazione leggera, mentre nei soggetti con condizioni cutanee problematiche (pelli sensibili o facilmente disidratate), è importante che il prodotto idratante abbia carattere specifico. Per la pelle matura è consigliato l'impiego di prodotti specifici per contenere i segni del tempo. Tale abitudine dovrebbe aggiungersi a misure d'idratazione cutanea: per questo esistono valide soluzioni cosmetiche che combinano i due effetti, come creme a base di Acido Ialuronico e Saponina capaci di stimolare la sintesi di questa preziosa sostanza per mantenere lo stato idratato, oppure creme a base di Conezima Q10.
Infine, è bene ricordare che la regione oculare merita un certo riguardo: il minimo spessore di quest’area predispone alla disidratazione. L'impiego di prodotti specifici per il contorno occhi è la prima fondamentale misura di prevenzione della secchezza cutanea della cute di questo distretto.

E d’altro canto, come reagire in caso di sopraggiunta secchezza cutanea?
Naturalmente quanto detto riguardo per la prevenzione di tale stato vale anche quando si deve affrontare una condizione di secchezza conclamata. Il trattamento della cute secca va oltre la sola finalità cosmetica; tale condizione predispone a un rapido e severo deterioramento delle qualità di barriera della pelle e a manifestazioni quali alterata desquamazione, prurito, screpolature, irritazioni, escoriazioni ed esacerbazioni di condizioni quali eczema, dermatiti e psoriasi in soggetti predisposti.
Dal punto di vista dei prodotti, a partire dalla detersione fino all'impiego di creme risulta fondamentale orientare la scelta verso quelle sostanze capaci di trattare multifattorialmente lo stato di secchezza, quali l'urea: essa, a basse concentrazioni, agisce come chetoregolatore, cheratolitico ed emolliente riducendo la desquamazione e costituendo un fattore idratante naturale che trattiene l’acqua nell’epidermide più a lungo. Lipidi Omega-6 sono altri validi supporti al film idolipidico e alle adesioni intercellulari dello strato corneo. Sostanze lenitive come il Licochalcone agiscono come importanti coadiuvanti quando la gravità della secchezza è tale da causare irritazioni.
 

Dr.Pierluca D'Addetta
Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica
Il Dr. Pierluca D’addetta si occupa di Medicina e Chirurgia Estetica e Medicina del Benessere a Milano

 

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