Eritema solare, cos’è e come affrontarlo.

Eritema solare, cos’è e come affrontarlo.

L’eritema solare è una patologia della pelle che interessa il 10% della popolazione. Scopri di più con il nostro esperto.

1) Cos’è esattamente l’eritema solare?

Correttamente per eritema solare s'intende la manifestazione dermatitica, cioè infiammatoria della pelle che può manifestarsi durante eccessive esposizioni solari o più precisamente all'esposizione ai raggi ulatravioletti di lunghezza d'onda compresa  tra i 280 ed i 315nm (UVB), in particolare alle prime esposizioni, quando la pelle ha accumulato ancora poco pigmento, che significa poca protezione naturale dai danni delle radiazioni presenti nella luce. Quanto detto è particolarmente rilevante se l'esposizione si protrae a lungo; specie se la pelle non è adeguatamente protetta.  Esistono poi una serie di fotodermatosi che vengono definite erroneamente eritemi solo perché con essi condividono alcune manifestazioni sintomatiche, ricordiamo tra queste condizioni: le dermatosi da fotosensibilizzazione, le luciti (polimorfa  e l'orticaria solare), tali disturbi, molto variabili per gravità ed incidenza richiedono in ogni caso un inquadramento diagnostico ed un trattamento adeguato.


2) Come si manifesta?

Si tratta di un arrossamento della cute (di vario grado dal rosa leggero al violaceo) dovuto all'aumento dell'afflusso di sangue a livello più superficiale della pelle, non sempre immediato, che può accompagnarsi ad una serie di sintomi quali dolore, dolorabilità, senso di bruciore, prurito e nei casi più gravi può essere accompagnata da febbre, malessere generale, debolezza, facilità allo svenimento (perdita di coscienza) e la comparsa vescicole o bolle piene di siero (liquido dal colore citrino) per via di una sorta di scollamento di parte dello strato più superficiale della pelle. L'eritema può presentarsi quindi nei casi più severi, come una vera e propria ustione la cui gravità dipende direttamente dalla durata e dell'intensità dell'esposizione ed in taluni casi, per fortuna rari, può richiedere un trattamento medico.


3) Quali sono i soggetti più a rischio?

Sono da considerarsi soggetti a rischio coloro che presentano un fototipo basso (carnagione, occhi e capelli di colore chiaro, presenza di efelidi (macule pigmentate della cute), scarsa capacità di abbronzarsi), i bambini in particolare sotto i tre anni mentre quelli con meno di un anno (in modo ancora più tassativo nei primi sei mesi di vita) non dovrebbero essere esposti alla luce solare direttamente. Anche soggetti con pelle sensibilmente fotodanneggiata sono a rischio non tanto per quanto concerne la semplice reazione eritematosa ma perché hanno accumulato una serie di danni alla cute per cui soffrono maggiormente ad esporla rischiando di velocizzare quei processi degenerativi che sono in fase iniziale o che al momento presentano lenta tendenza evolutiva.


4) Qual è il modo migliore per curarla?

Prima di tutto evitare l'ulteriore esposizione ai raggi solari fino a quando l'eritema non si è risolto (generalmente pochi giorni) e quando si riprende l'esposizione deve essere graduale perché la pelle rimane a lungo sensibilizzata. La scottatura, specialmente se estesa e/o associata a febbre, è bene che sia valutata da persona competente. Applicare sulla cute un prodotto specifico con qualità lenitive, nutrienti ed idratanti; se la manifestazione eritematosa è molto intensa si può far ricorso ad antistaminici per bocca, ricordando che presentano rischio di fotosensibilizzazione (motivo ulteriore per non prendere sole) o a preparati locali emollienti se prescritti dal medico a base di cortisonici di potenza medio-bassa (non applicarli a livello di palpebre, mucose e pieghe della pelle).

Ultimamente si è posta particolare attenzione anche all'alimentazione, e in particolare ad alimenti ricchi di antiossidanti, e sali minerali utili anche se assunti sotto forma di integratori nel mese precedente la prevista esposizione al sole.

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